I segni e sintomi dell’idrosadenite suppurativa non costituiscono soltanto un problema fisico. Chi convive con l’HS subisce anche stigmatizzazione.
Queste esperienze negative possono generare sentimenti di imbarazzo, isolamento sociale, bassa autostima e difficoltà nella vita sessuale, con un impatto significativo sul benessere psicologico. Ne risentono, quindi, tutti gli aspetti della vita quotidiana, comprese le relazioni interpersonali, l’istruzione e il lavoro.
Nelle sue fasi iniziali, l’HS viene spesso confusa con altre patologie cutanee come acne o foruncoli e questo può ritardare la diagnosi anche di sette-dieci anni.
Le persone affette da HS possono presentare altre patologie associate (comorbilità), come artropatie, sindrome metabolica, aumento del rischio di malattie cardiovascolari, malattie infiammatorie croniche e depressione. Pertanto, è fondamentale una maggiore consapevolezza dell’HS, che porti a diagnosi e trattamento precoci, poiché le conseguenze di un’HS non trattata sono gravi, sia a livello mentale sia fisico.
L’idrosadenite suppurativa è una patologia infiammatoria cronica che può manifestarsi in modo molto diverso da persona a persona. Non esiste un singolo esame in grado di confermarla con certezza: la diagnosi si basa principalmente sull’osservazione clinica da parte di uno specialista, supportata – quando necessario – da indagini che aiutano a escludere altre condizioni e a valutare l’entità dell’infiammazione.
La visita con il dermatologo è il primo e più importante passo. Durante l’esame clinico lo specialista valuta:
• la presenza di noduli, ascessi o fistole;
• la localizzazione delle lesioni (ascelle, inguine, glutei, area sottomammaria ecc.);
• la frequenza delle ricadute;
• eventuali cicatrici e segni di malattia cronica.
Queste informazioni permettono di definire lo stadio della malattia e di impostare il percorso terapeutico più appropriato.
L’ecografia ad alta frequenza è spesso uno strumento prezioso per:
• individuare infiammazioni profonde non visibili a occhio nudo;
• mappare i tragitti fistolosi;
• distinguere un ascesso da un nodulo infiammatorio;
• monitorare la risposta ai trattamenti.
È un esame non invasivo, rapido e ripetibile.
Gli esami ematochimici non diagnosticano l’HS, ma aiutano a valutare lo stato di infiammazione e a escludere altre condizioni. Possono includere:
• emocromo
• PCR (proteina C reattiva) e VES, marcatori di infiammazione
• glicemia, funzione epatica e renale, utili in previsione di terapie farmacologiche
• valutazione di eventuali comorbidità (come la sindrome metabolica)
Non sempre necessari, ma utili nei casi di infezioni sovrapposte.
L’HS non è causata da batteri, ma le lesioni possono infettarsi e complicare il quadro clinico. I tamponi aiutano a individuare l’eventuale presenza di batteri e guidare la scelta dell’antibiotico più adeguato.
Raramente richiesti. Sono riservati ai casi più complessi, quando è necessario valutare:
• estensione di fistole profonde;
• coinvolgimento di aree anatomiche difficili da esplorare;
• preparazione a un eventuale intervento chirurgico.
L’idrosadenite suppurativa può associarsi ad altre condizioni come obesità, malattie infiammatorie intestinali, acne conglobata, artrite periferica.
Lo specialista può richiedere ulteriori esami o consulenze per:
• reumatologia
• gastroenterologia
• endocrinologia
Questo approccio multidisciplinare aiuta a gestire la malattia in modo più completo.
Non tutti i pazienti hanno bisogno degli stessi esami.
Il dermatologo sceglierà solo quelli davvero utili, in base al quadro clinico e alle necessità individuali. L’obiettivo è arrivare a una diagnosi chiara e tempestiva, per poter iniziare al più presto il trattamento più efficace.
Sebbene al momento non esista una cura definitiva per l’HS, la condizione può essere gestita, concentrandosi sul sollievo dal dolore, sulla guarigione delle lesioni esistenti per prevenire infezioni, sulla riduzione della formazione di nuove lesioni e sul limitare l’estensione e progressione della malattia, principalmente attraverso il controllo dell’infiammazione.
Sebbene i dermatologi siano specialisti delle patologie cutanee, non tutti hanno esperienza specifica con questa malattia. Un dermatologo esperto di idrosadenite suppurativa, invece, può:
Riconoscere e diagnosticare più facilmente l’idrosadenite
suppurativa.
Comprendere che l’idrosadenite suppurativa è una condizione sistemica causata da un’infiammazione nell’organismo.
Illustrare le opzioni di trattamento disponibili per l’idrosadenite suppurativa e i risultati più recenti della ricerca scientifica.
Riconoscere e diagnosticare più facilmente l’idrosadenite suppurativa.
Comprendere che l’idrosadenite suppurativa è una condizione sistemica causata da un’infiammazione nell’organismo.
Personalizzare il trattamento per gestire i sintomi dell’idrosadenite suppurativa.
Illustrare le opzioni di trattamento disponibili per l’idrosadenite suppurativa e i risultati più recenti della ricerca scientifica.
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La visita con il dermatologo è il primo e più importante passo. Durante l’esame clinico lo specialista valuta:
• la presenza di noduli, ascessi o fistole;
• la localizzazione delle lesioni (ascelle, inguine, glutei, area sottomammaria ecc.);
• la frequenza delle ricadute;
• eventuali cicatrici e segni di malattia cronica.
Queste informazioni permettono di definire lo stadio della malattia e di impostare il percorso terapeutico più appropriato.
L’ecografia ad alta frequenza è spesso uno strumento prezioso per:
• individuare infiammazioni profonde non visibili a occhio nudo;
• mappare i tragitti fistolosi;
• distinguere un ascesso da un nodulo infiammatorio;
• monitorare la risposta ai trattamenti.
È un esame non invasivo, rapido e ripetibile.
Gli esami ematochimici non diagnosticano l’HS, ma aiutano a valutare lo stato di infiammazione e a escludere altre condizioni. Possono includere:
• emocromo
• PCR (proteina C reattiva) e VES, marcatori di infiammazione
• glicemia, funzione epatica e renale, utili in previsione di terapie farmacologiche
• valutazione di eventuali comorbidità (come la sindrome metabolica)
Non sempre necessari, ma utili nei casi di infezioni sovrapposte.
L’HS non è causata da batteri, ma le lesioni possono infettarsi e complicare il quadro clinico. I tamponi aiutano a individuare l’eventuale presenza di batteri e guidare la scelta dell’antibiotico più adeguato.
Raramente richiesti. Sono riservati ai casi più complessi, quando è necessario valutare:
• estensione di fistole profonde;
• coinvolgimento di aree anatomiche difficili da esplorare;
• preparazione a un eventuale intervento chirurgico.
L’idrosadenite suppurativa può associarsi ad altre condizioni come obesità, malattie infiammatorie intestinali, acne conglobata, artrite periferica.
Lo specialista può richiedere ulteriori esami o consulenze per:
• reumatologia
• gastroenterologia
• endocrinologia
Questo approccio multidisciplinare aiuta a gestire la malattia in modo più completo.
Non tutti i pazienti hanno bisogno degli stessi esami.
Il dermatologo sceglierà solo quelli davvero utili, in base al quadro clinico e alle necessità individuali. L’obiettivo è arrivare a una diagnosi chiara e tempestiva, per poter iniziare al più presto il trattamento più efficace.