“Quando ho ricevuto la diagnosi di idrosadenite suppurativa, avevo 32 anni, lavoravo a tempo pieno come impiegata in una società di consulenza. Una vita frenetica, in cui cercavo di tenere insieme tutto: il lavoro, il padel (la mia passione), la vita sociale. Passavo molte ore fuori casa e davo poca importanza ai segnali del mio corpo.
I primi campanelli d’allarme sono stati dei piccoli noduli dolorosi sotto l’ascella. All’inizio li ho sottovalutati, convinta fossero foruncoli legati al sudore o allo stress”.