La svolta è arrivata quando ho finalmente incontrato il medico giusto. Una persona che mi ha ascoltata davvero, che ha compreso quanto la malattia influenzasse non solo il mio corpo, ma anche la mia femminilità, l’autostima e il rapporto con mio marito. Mi ha trasmesso la consapevolezza che le cicatrici non erano solo fisiche ma anche emotive. Insieme abbiamo costruito un percorso di cura personalizzato, realistico e continuativo.
Il cambiamento non è stato immediato, ma col tempo le cose hanno iniziato a cambiare. Oggi riesco a gestire meglio i sintomi: meno dolore, meno riacutizzazioni e più serenità. Qualche settimana fa, davanti all’armadio, ho scelto un vestito che avevo smesso di indossare da anni. Non perché fosse “comodo”, ma perché mi faceva sentire bene.