COME VIVERE (MEGLIO) CON l’HS

Francesca, 46 anni, lavora in banca, ama ballare e le passeggiate in riva al mare

Ho 46 anni e convivo con l’idrosadenite suppurativa da molto tempo. Per anni la mia vita è stata fatta di rinunce silenziose: vestiti scuri scelti per coprire le ferite, inviti al cinema e a teatro declinati all’ultimo momento, la paura che il dolore o l’infiammazione rovinassero anche i momenti più semplici o intimi.

La svolta è arrivata quando ho finalmente incontrato il medico giusto. Una persona che mi ha ascoltata davvero, che ha compreso quanto la malattia influenzasse non solo il mio corpo, ma anche la mia femminilità, l’autostima e il rapporto con mio marito. Mi ha trasmesso la consapevolezza che le cicatrici non erano solo fisiche ma anche emotive. Insieme abbiamo costruito un percorso di cura personalizzato, realistico e continuativo.

Il cambiamento non è stato immediato, ma col tempo le cose hanno iniziato a cambiare. Oggi riesco a gestire meglio i sintomi: meno dolore, meno riacutizzazioni e più serenità. Qualche settimana fa, davanti all’armadio, ho scelto un vestito che avevo smesso di indossare da anni. Non perché fosse “comodo”, ma perché mi faceva sentire bene.

“Quella sera io e mio marito siamo andati a cena fuori. Una cena semplice, romantica, senza il pensiero costante del dolore o del disagio”.

Seduta lì, a parlare e ridere come una volta, ho capito che la malattia fa ancora parte della mia vita, ma non la definisce più completamente.

Cercare un centro specializzato mi ha aiutata a trovare un percorso continuativo. Il medico giusto non ha cancellato l’idrosadenite suppurativa, ma mi ha restituito piccoli, grandi momenti di normalità. E oggi so che anche quelli sono parte della cura.

VIVERE CON L’IDROSADENITE SUPPURATIVA

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